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Audi Quattro

L’Audi Quattro è il frutto di una grandiosa idea
della Casa tedesca che per prima ha applicato la trazione integrale a un’auto
di serie. La vettura rappresenta una svolta storica nel mondo dei rally perché
apre la strada alle Gruppo B, vetture la cui potenza smisurata può essere
ripartita su entrambi gli assi. L’auto destinata a dominare la prima metà degli
anni 80 si basa sulla coupè che l’Audi presenta al Salone di Ginevra del 1980.
La prima versione dell’Audi Quattro ha un motore anteriore con 5 cilindri in
linea da 2144cc che sviluppa circa 300cv di potenza e dispone di trazione
integrale con 3 differenziali.
 L’auto debutta al mondiale nel 1981 e quello
stesso anno ottiene 3 vittorie, 2 con Hannu Mikkola, in Svezia e al Rac, e
un'altra con la francese Michèle Mouton che al volante di quest’auto a San Remo
consegue la prima vittoria assoluta di una donna al Mondiale Rally. Nonostante
queste vittorie però l’Audi non riuscì ad imporsi nel mondiale per i vari
problemi ed inconvenienti causati soprattutto dalla “gioventù” della vettura.
Nel 1982 la Quattro
conquista il titolo iridato costruttori grazie alle numerose vittorie dei suoi
piloti: Svezia e San Remo (Stig Blomqvist), Mille Laghi e Rac (Mikkola),
Portogallo, Acropoli e Brasile con Michèle Mouton. Quest’ultima era anche in
lizza per il mondiale piloti che perse nel Bandama Rally a causa di un uscita
di strada mentre era in testa alla gara, tutto a vantaggio del suo diretto
rivale di quell’anno, il tedesco Walter Ròhrl. Nel 1983 debutta una nuova
versione dell’Quattro chiamata A1con circa 360cv, la quale riesce ad
aggiudicarsi il titolo piloti con Hannu Mikkola che si impose in ben quattro
gare: Svezia, Portogallo, Argentina, e Mille Laghi.
 Oltre alle quattro vittorie
di Mikkola l’Audi si impose anche al Rac rally con Stig Blomqvist ma nonostante
tutte queste vittorie e un ulteriore evoluzione della vettura che debuttò al
Tour de Corse “battezzata” A2, la squadra tedesca fu sconfitta dalla Lancia nel
campionato costruttori che in quell’anno vide trionfare la bellissima e leggera
Rally 037 grazie anche ai grandissimi piloti che la guidavano: Markku Alen,
Walter Ròhrl ed Attilio Bettega. Il 1984 fu un anno di trionfi per il modello
A2. Infatti conquistò sia il titolo piloti con Stig Blomqvist sia il titolo
costruttori causa le numerose vittorie ottenute quell’anno: Montecarlo (Walter
Ròhrl), Svezia, Acropoli, Nuova Zelanda, Argentina (Stig Blomqvist) e
Portogallo con Hannu Mikkola. All’Acropoli dell’84 debuttò la nuova versione
dell’Audi chiamata Sport Quattro più corta, più leggera e più potente che
affiancò ma non sostituì la gloriosa A2.
 Tuttavia l’anno seguente fu duro per
l’Audi che dovette subire l’avvento della Peugeot 205 T16 che dominò l’intera
annata con i suoi piloti Ari Vatanen e Timo Salonen. Per cercare di contrastare
la vettura francese l’Audi sviluppò ulteriormente la sua Sport Quattro in una
evulozione chiamata S1ma subito ribattezzata “Bulldozer” a causa delle sue
numerose appendici aerodinamiche.
 Il suo motore 5 cilindri, con nuova testata a
20 valvole, sviluppava potenze di oltre 600cv rendendo l’auto quasi impossibile
da gestire. Anche il peso era sceso fino a 1090kg, ma nonostante tutti questi
miglioramenti l’Audi sembrava ormai
essere superata dai nuovi modelli Peugeot (205 T16) e Lancia (Delta S4) che
debuttò a fine stagione con una doppietta al Rac Rally.
 L’unica vittoria
dell’Audi nel 1985 fu al San Remo grazie alla classe cristallina di un pilota
come Walter Ròhrl che dominò la gara fin dall’inizio, riuscendo a domare quei
600cv con numeri d’alta scuola e infliggendo oltre 6 minuti alla Peugeot del
campione del mondo in carica, Timo Salonen. Dopo l’esclusione dei Gruppi B dal
Mondiale in seguito ai tragici avvenimenti in Portogallo, e alla morte di
Toivonen e Cresto in Corsica nel 1986
l’Audi nel 1987 decise di sviluppare
ancora l’Audi S1 per partecipare alla
cronoscalata su terra del Pikes Peak in Colorado, modificandola enormemente
nelle appendici aerodinamiche per avere più effetto suolo e nel motore,
portandolo fino a 650cv.
 Grazie a queste modifiche la
S1 riuscì a vincere anche la mitica corsa statunitense A
portarla al trionfo ci pensò ancora una volta il tedesco Walter Ròhrl che fu il
miglior interprete di questa vettura. Questo fu l’ultimo acuto di una vettura
che conquistò 2 titoli costruttori, 2 titoli piloti e la bellezza di 22 rally
mondiali nell’arco di 5 anni, ma soprattutto rivoluzionò il mondo dei rally con
l’avvento delle 4 ruote motrici
Realized by: "Colin McRae"
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