Le Rubriche di
Rally Italia & all Motorsport

Come promesso nell’ultima
edizione di questa rubrica, siamo tornati in occasione di un evento particolare.
O meglio: di eventi particolari, dall’ultimo numero ad oggi ce ne sono stati
tanti, ma riguardavano temi che, in una maniera o in un’altra, avevamo già
trattato, vedi i punteggi.
Stavolta parliamo di una
componente aerodinamica che, nel numero dedicato a tale aspetto della vettura
di Formula 1, abbiamo solo nominato, senza specificare cosa sia davvero e come
funzioni: il diffusore.
La ragione di questo interesse
deriva dalle polemiche e dalla recente sentenza sui diffusori di BrawnGP,
Williams e Toyota.
Cos’è e come funziona un
diffusore?
Un diffusore è un condotto
divergente, sarebbe a dire con la sezione trasversale, cioè l’area di passaggio
del fluido in questione, che aumenta man mano che ci si avvicina all’uscita di
tale canale.
La funzione di un diffusore,
vista la sua conformazione, è quella di rallentare un flusso d’aria, trasformando
l’energia cinetica di questo flusso in energia di pressione.
In una Formula 1 il diffusore è
nella parte terminale del fondo, in coincidenza di quella che è la zona
d’uscita del flusso d’aria. Cosa ci fa montato sotto una macchina da corsa? È
presto detto.
La macchina che avanza apre
l’aria davanti a sé (la “taglia”); quest’aria si divide passando una parte
sopra la vettura ed una parte sotto. La
parte d'aria che và sotto,trovandosi in uno spazio molto piccolo come è
quello esistente tra il fondo e l'asfalto,accelera la sua velocità
reòativa rispetto aòòa macchina; l'aumento di energia cinetica del
flussod'aria si traduce in una diminuzione di pressione sotto la
macchina,che tende a schiacciarla a terra. Questo è, in linea di
massima il fenomeno noto anche con il nome di "effetto suolo". Al giorno d'oggi, nonostante i regolamenti vietino (sbagliando) l'utilizzo di conformazioni aerodinamiche atte ad ottimizzare tale fenomeno, esso è comunque ancora presente, anche se in maniera minima e non evidente come negli anni '70. Il flusso d’aria accelerato che
passa sotto la macchina, deve essere riportato alla sua pressione ambiente
prima di essere “scaricato”, per impedire che la depressione che si formerebbe
dietro la macchina abbia un effetto di “risucchio” peggiorando le prestazioni
velocistiche; l’utilizzo del diffusore entra in gioco proprio qui. L’aria
accelerata e sotto pressione entra nei canali a sezione crescente, viene
rallentata e, di conseguenza, riportata ad una pressione più vicina a quella
iniziale. Questa trasformazione è dovuta proprio alla forma del condotto.
Visto che, per un certo periodo,
l’aria che passa attraverso il diffusore è ancora al di sotto della sua
pressione naturale, si cerca di ottimizzare la cosa facendo sì che il
ripristino della pressione originaria avvenga quanto più vicino possibile all’uscita
del condotto, così da avere una condizione di depressione al di sotto della
macchina per più tempo: questa depressione, che va a trovarsi fin sotto
l’alettone posteriore, lo aiuta a generare carico aerodinamico.
La battaglia da cui è stata
originata la sentenza non nasce però dal funzionamento del particolare, che è
sempre lo stesso, ma dalla sua conformazione, soprattutto nella misura in
altezza, ritenuta maggiore di quella regolamentare, che lo aiuterebbe nel
compito di “ripressurizzare” l’aria più tardi. 
Immagine tratta da 4:2:2 race.com
Il diffusore incriminato
approfitta di una falla nel regolamento dovuto al fatto che la parte centrale
del pezzo coincide con la struttura deformabile posteriore che fa da “paraurti”
alla monoposto e che, essendo un dispositivo di sicurezza, non rientra nelle
misure imposte per le appendici aerodinamiche. Tale particolare, trovandosi
inglobato nel diffusore, è stato utilizzato per generare dei canali di sezione
maggiore proprio al centro della vettura, aumentando l’effetto deportante.
Regolamento alla mano la soluzione è lecita, così come giudicato dalla FIA, che
non può penalizzare una soluzione che sfrutta le dimensioni di una struttura di
protezione che, per regolamento, deve avere determinate dimensioni, senza
deroghe alcune.
Adesso le squadre che hanno fatto
reclamo dovranno attrezzarsi… che vinca il migliore!
A cura di Giorgio Eric Bucci
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