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| Polemica del "Grillo Parlante" |
Sono
fresche di questi ultimi giorni le polemiche scatenate da un articolo
pubblicato su ferrari.com a firma del “Grillo Rampante”. In questo
articolo polemico la Ferrari si dimostra critica nei confronti della
politica di Mosley, che ha portato a regolamenti incerti, vittorie date
dai tribunali, scuderie entrate in Formula 1 senza nessuna garanzia
economica o di competitività, ma agevolate “da mani invisibili e
cavalieri bianchi” solo per creare un ostacolo in più ai grandi
costruttori. La Ferrari si lamenta, ma lei stessa che ha fatto? Ha
minacciato il ritiro, ha minacciato di organizzare un altro campionato…
e poi? Niente! Aveva la possibilità di unire intorno a sé, tramite la
FOTA, le squadre interessate a ritornare a regolamenti in cui lo sport
e la tecnica siano la componente principale, ma ha preferito lasciar
perdere, prendendo in giro tutti quegli appassionati che ci speravano e
adesso fa le classiche “lacrime del coccodrillo”, come recita il
proverbio. Ovviamente la Ferrari da sola, anche se avesse voluto,
non avrebbe potuto fare niente per migliorare le cose nell’ambito del
campionato motoristico più famoso del mondo, ma avrebbe comunque potuto
porre le basi per risolvere la situazione. Però facciamo una piccola
riflessione. Posto che a decidere le sorti della Formula 1 sono
attualmente tre soggetti, cioè FIA, FOTA e FOM, bisogna chiedersi:
sapendo che l’odierna confusione regolamentare del campionato è stata
voluta principalmente da FIA e FOM (la FOTA si è aggiunta solo nel
2008), il che significa che la Formula 1 “del fare” in cui in qualche
gara poteva vincere anche l’out-sider facendo sfigurare i “grandi” e
divenendo l’ago della bilancia nella vittoria finale in campionato,
come avveniva in passato, non piaceva a questi soggetti, cosa ci
guadagnano tutti nell’aver eliminato la Formula 1 di una volta? La
risposta sarebbe la più ovvia: i grandi non sfigurano più, quindi
niente cattiva pubblicità e politica di marketing salva. Può essere
solo questo? Sembrerebbe di sì, ma si è visto come la griglia si sia
notevolmente ridotta e da qui l’idea di ostacolare i grossi costruttori
introducendo discutibili misure per la riduzione dei costi in modo da
agevolare l’ingresso di nuove squadre pur con meno capitali, anche se
sarebbe bastato ridurre gli esorbitanti costi per le licenze e le
spropositate penali per la rescissione degli accordi presi con FIA e
FOM che da qualche anno a questa parte scoraggiano i potenziali nuovi
arrivati. E da qui un’altra domanda: cosa ci guadagnano questi tre
soggetti (quindi FIA, FOM e FOTA) nel continuare con questa politica?
Se avessero voluto accontentare gli appassionati a cui piace vedere
scuderie grandi e piccole lottare ad armi pari, le auto rinnovate di
gara in gara, guidate da piloti non costretti ad agire secondo assurde
regole-lotteria, lo avrebbero già fatto. È di questo che bisogna
parlare ed è su questo che bisognerebbe semmai polemizzare. Ormai
sappiamo che i regolamenti della Formula 1 sono distanti da qualsiasi
logica di competizione tecnica e sportiva, ma pochissimi, se non quasi
nessuno, tra appassionati e giornalisti, si chiede perché. Oltre ai
soldi, ovviamente… Quella è la motivazione più ovvia. E se anche fosse
solo quella, c’è da dire che hanno toppato clamorosamente, perché la F1
attuale guadagna principalmente dalle televisioni, che però, man mano
che si va avanti, perdono spettatori perché ai “palati fini” questa
Formula 1 piace sempre meno. Allora? Come si spiega tutto ciò? Aspettiamo e vediamo, diversamente non si può fare.
Saluti a tutti, almeno per ora.
A cura di Giorgio Eric Bucci |
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