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| Un commento a questi primi test |
È febbraio, tempo di test per la nostra matta Formula 1; gli unici test ammessi per regolamento. Sì,
perché ormai la Formula 1, nella sua follia, è arrivata, dalla stagione
2009, a proibire i test durante il campionato; gli unici permessi sono
solo quelli collettivi prima dell’inizio della stagione. Le nuove vetture hanno fatto quasi tutte il loro battesimo dell’asfalto con risultati più o meno incoraggianti. Per
quanto riguarda i migliori abbiamo avuto il miglior tempo della Ferrari
nella tre giorni di Valencia a inizio mese, mentre la quattro giorni di
Jerez de la Frontera, che è terminata il 13 febbraio, ha avuto un
alternarsi di nomi alla testa della classifica più che altro per le
condizioni meteorologiche piuttosto variabili. I
tempi bene o male li conosciamo, abbiamo visto che Massa e Alonso hanno
dominato a Valencia, mentre a Jerez hanno un po’ stentato; il
rientrante Schumacher, durante la prima tornata, è sempre stato
costantemente terzo, sempre a circa 8 decimi di secondo dai due
ferraristi. Dovremmo discutere dei tempi, commentarli e così via, il problema però è che, ad essere obiettivi, non è possibile. Il
regolamento 2010 prevede un ritorno ai serbatoi grandi con cui fare
tutta la gara; i piloti tutt’ora in attività, fatta eccezione per i
veterani Schumacher e Barrichello, non hanno mai corso con vetture di
questo tipo, per cui si dovevano sfruttare i test per farli abituare. Per
far prendere ad un pilota la mano con la macchina nuova e molto più
pesante di quelle guidate fino all’anno passato, occorreva fargliela
provare inizialmente con una configurazione a lui nota, cioè con metà
serbatoio, per poi aumentare pian piano il quantitativo di benzina,
comunque seguendo un certo programma di lavoro e conoscendo le
caratteristiche del pilota e della macchina in questione. Quello
che si vuol far capire con questo ragionamento è che commenti non se ne
possono fare perché non è possibile in realtà sapere il quantitativo di
benzina imbarcato dai vari piloti al momento delle prove. Gioire o
essere preoccupati per un tempo sul giro sufficientemente basso o
troppo alto non ha senso, perché nei test, per quei pochi che ancora si
possono fare, i piloti e le vetture girano nelle configurazioni più
diverse, tanto da essere imparagonabili. Può ad esempio anche capitare
che per fare impressione agli sponsor, un team decida di far fare
qualche giro ad uno dei suoi piloti con il serbatoio quasi vuoto e con
la macchina senza le zavorre; essendo un test nessuno va a controllare
la regolarità o meno della vettura ed ecco che il tempone viene fuori
senza troppi problemi. Possiamo
dire comunque che la Ferrari si è dimostrata finora la più affidabile,
nessuna rottura a differenza di qualche piccolo problema all’impianto
idraulico della Mercedes o al circuito dell’olio della Red Bull,
Schumacher sembra in forma, come se i 41 anni sulla carta d’identità e
i tre anni di stop quasi non ci fossero, Hamilton sembra in palla,
Massa e Alonso più o meno si equivalgono, presumendo che, a parità di
macchina, abbiano seguito lo stesso programma di lavoro. Da
quanto sembra da questi test, per altro non ancora terminati, ci
troveremo di fronte ad un mondiale vivace, almeno per quanto riguarderà
la classifica piloti. Ovviamente
scordiamoci evoluzioni tecniche e sviluppi stratosferici, scordiamoci
battaglie a suon di sorpassi e pole position; le regole attuali
comunque non lo permettono, per quanto chi le ha elaborate si sia
sforzato, pur senza mostrare alcuna logica, di ridarci quelle emozioni
a noi tanto care, ma senza alcun successo.
Un cordiale saluto a tutti, ci risentiamo tra 15 giorni.
A cura di Giorgio Eric Bucci |
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