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Le Rubriche di
Rally Italia & all Motorsport

Il ritorno del Kaiser
23 dicembre 2009 – quello che era già nell’aria da un po’ di
giorni è stato ufficializzato dallo stesso interessato: Michael Schumacher
ritorna alle corse in Formula 1
a partire dal campionato 2010 con la Mercedes GP; il contratto è di
tre anni, quindi con scadenza nel 2012. Quindi Michael Schumacher, nato a
Kerpen il 3 gennaio 1969 tornerà al volante di una Formula 1 il 14 marzo 2010 in Bahrain, all’età di
41 anni e 70 giorni, dopo una ritiro dalle corse iniziato a novembre 2006. La notizia ha turbato molti tifosi ferraristi che fino al
giorno prima adoravano Michael come un Dio in terra e che invece adesso lo
reputano un traditore. Tradimento? Probabilmente non si può parlare di tradimento,
in quanto un pilota è un libero professionista e, come tale, mette a
disposizione le sue competenze a capacità a chiunque gliele chieda e,
ovviamente, sia disposto a pagarlo. Detto ciò vien facile da capire che la Ferrari non aveva
evidentemente bisogno delle capacità di guida di Schumacher, a differenza del
passato, cosa che, invece, voleva la neonata squadra di Stoccarda che ha
comprato il team campione del mondo diretto da Ross Brawn. Ed è proprio l’ingegnere di Manchester, altro uomo-chiave
Ferrari fino al 2006, ad essere uno degli artefici del cambio di casacca del
pilota più vincente di sempre. Il tutto inizia con la molla persa da Barrichello e finita
sul casco di Felipe Massa durante le qualifiche del GP d’Ungheria dello scorso
agosto. Massa, ferito alla testa dal colpo ricevuto, è costretto a terminare in
anticipo la stagione; come sostituto, in un primo tempo, viene fatto il nome
proprio di Schumacher; il tedesco inizialmente smentisce di voler tornare a
correre, poi, su pressioni di Montezemolo, accetta di sostituire Felipe per
quel che resta del campionato. È qui che le cose iniziano a farsi “misteriose”: può Michael
Schumacher fare il sostituto di lusso, tornare a correre per qualche gara e poi
sedersi di nuovo al muretto? Probabilmente no. Vien logico pensare, anche se le parti in causa non lo
ammetteranno mai in pubblico, che Schumacher, dopo il test al Mugello sulla
F2007, terminato, peraltro, facendo segnare i suoi soliti tempi sul giro, anche
se fuori allenamento ormai da tre anni, abbia chiesto al Presidente Montezemolo
di fare più di qualche gara, magari di rientrare in pianta stabile per un altro
anno o due, ma di aver ricevuto risposta negativa perché in casa Ferrari era
attesa la firma sul contratto da parte di Alonso. Da lì ecco nascere i tentativi, comunque destinati a morire
lì dove erano nati, di cambiare in fretta e furia il regolamento e permettere
tre macchine per team, una delle quali sarebbe spettata proprio a Michael. Ma
vien da pensare: il nuovo munifico sponsor bancario della Ferrari e il pilota
da esso imposto, entrambi spagnoli, avrebbero gradito la permanenza nel box di
una personalità come quella di Schumacher? La risposta è una sola: no! Fernando Alonso non avrebbe mai digerito il confronto
diretto a parità di mezzo con Michael, confronto che lo avrebbe visto probabilmente
perdente, in Ferrari questo lo sapevano, per cui, in realtà, sono stati loro a
mettere Schumacher in condizione di cercarsi un’altra squadra per soddisfare la
sua ritrovata voglia di correre e, possibilmente, vincere. Ross Brawn, da persona molto intelligente qual è, l’ha
capito al volo e, dovendo scegliere una nuova coppia di piloti, ha puntato su
un giovane promettente di nome Nico Rosberg e sul suo vecchio amico, compagno
di tante battaglie e di 7 titoli mondiali, Michael Schumacher. Fu così che Schumacher tornò alla casa che lo aveva lanciato
nello sport professionistico: bisogna sempre ricordare che fino a metà del 1991
Schumacher era pilota Mercedes nel mondiale Prototipi e che è stato portato in
Formula 1 da Eddie Jordan. Questo suo ritorno a casa, propiziato dall’arrivo in
Ferrari di Alonso e dalle lusinghe di Brawn, che conosce bene l’elemento con
cui ha a che fare, ha riacceso l’interesse verso una Formula 1 ormai in una
fase di stanca che perdura da troppo tempo. Ecclestone si sfrega le mani per i soliti motivi economici,
ma c’è da riflettere molto sul fatto che la F1, per continuare a vivere, debba contare sul
ritorno di fiamma e sulla voglia di vincere di un pilota che fino a due giorni
fa era un pensionato doc. Comunque sia il campionato 2010 mostrerà motivi di interesse
un po’ su tutti i campi: si ritorna alle macchine con serbatoi da 220 litri di carburante,
quindi macchine più pesanti in partenza di circa un centinaio di kg, chi
riuscirà a costruire le sospensioni migliori avrà fatto centro; avremo il Re
che ritorna dopo anni di assenza e che dovrà confrontarsi con giovani
promettenti come Vettel e Kubica, con colui che gli ha “scippato” il posto in
Ferrari tal Fernando Alonso, contro il quale probabilmente la voglia di
rivincita è tanta per moltissimi motivi, e non dimentichiamo Lewis Hamilton, il
fenomeno di questi ultimi anni, pilota fortissimo, veloce, ma a volte
prigioniero del suo talento, che cerca sempre di far emergere ad ogni costo,
arrivando a commettere errori imperdonabili per uno forte come lui. Detto ciò diamo un ben tornato al nostro Kaiser: li
strapazzi tutti, Maestà!
Un cordiale saluto a tutti, ci risentiamo tra 15 giorni.
A cura di Giorgio Eric Bucci
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