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Le Rubriche di
Rally Italia & all Motorsport

Nelle precedenti edizioni di
questa rubrica abbiamo esaminato l’aspetto economico dell’attuale Formula 1, parlando
della distribuzione e dell’utilizzo del denaro circolante nell’ambito del “circus”
e provando ad esaminare anche alternative a questa situazione. Adesso iniziamo a parlare di
qualcosa di più “tangibile” rispetto a quei milioni di euro che noi non vedremo
mai… Esaminiamo qualcosa che vediamo sul serio, nel vero senso della parola, ovvero
l’aerodinamica. Il 2009 si preannuncia importante
per quanto riguarda la veste aerodinamica delle vetture, che sarà quasi
completamente rivoluzionata rispetto a quanto ci siamo abituati a vedere negli
ultimi anni.
Procediamo con ordine.
L’ultima grande rivoluzione
tecnica sulla carrozzeria e, più in generale, sulla parte esterna delle
monoposto, degli ultimi dieci anni si è avuta nel 1998, quando la larghezza
massima regolamentare delle vetture è stata ridotta da 2 m a 1,8 m e le gomme lisce, usate
fino al ’97, sono state soppiantate da quelle scanalate. Scelte discutibili,
fatte, si diceva all’epoca, per ridurre le prestazioni in funzione della
sicurezza. Certo, avere delle Formula 1 più compatte rispetto a vetture di
altre categorie di livello e prestazioni simili sembrava essere una specie di
scherzo, ma tutto sommato la cosa non si è poi rivelata un grande dramma, anche
se i “puristi” hanno le loro ragioni di obiettare. Lo sconvolgimento vero sono
state le gomme scanalate, ovvero quanto di più assurdo possa utilizzare una vettura
da corsa, ma tant’è… Basti pensare che la scanalatura, così come regolamentata
in F1, toglie allo pneumatico circa 5 mm di superficie di appoggio; se poi
consideriamo che di scanalature una gomma di F1 ne ha ben quattro, abbiamo che
la gomma ha ben 2 cm
di appoggio in meno rispetto alla sua larghezza complessiva. Non è normale! Per
questo i fornitori di gomme hanno, con il tempo, allargato l’impronta a terra
della gomma, arrivando a toccare (e talvolta superare, come la Michelin con la versione
2003 delle sue forniture) i 27
cm di larghezza massima imposti dal regolamento,
diminuendo così l’effetto delle scanalature, almeno sulle ruote anteriori. La veste aerodinamica introdotta
nel ’98 prevedeva alcuni rinforzi per le strutture di protezione
dell’abitacolo, con conseguente mutamento nelle dimensioni delle fiancate, cosa
indiscutibile, visto che con quei rinforzi le bocche stesse dei radiatori
servono anche da protezione in caso di urti laterali, ed è giunta intatta fino
al 2000. Dal 2001 ecco nuove stranezze:
l’alettone anteriore vede aumentata la sua altezza minima rispetto all’anno
prima di 5 cm;
significava che, se fino al 2000 l’altezza minima da terra dell’alettone anteriore
era di 5 cm
al di sopra del piano di riferimento relativo al fondo scalinato della vettura,
adesso era di ben 10 cm,
il doppio. Motivo? “Sicurezza”, si diceva, per evitare che l’alettone troppo
basso potesse avere facili impatti con ostacoli sul suolo e, nel rompersi,
potesse infilarsi sotto la macchina. Risultato? Da allora le vetture hanno
iniziato a manifestare problemi di sottosterzo più marcati rispetto alle
antenate. Anno 2005: l’alettone anteriore
viene ulteriormente alzato di altri 5 cm e portato così a ben 15 cm al di sopra del piano
di riferimento, mentre quello posteriore viene avanzato, a sua volta, di 15 cm, portando la corda
dell’alettone direttamente sull’asse posteriore. La spiegazione data dalla
F.I.A. questa volta era lo spettacolo, perché sperava di rendere la auto meno
sensibili al carico aerodinamico così da poter usare l’effetto scia e
facilitare i sorpassi. Niente di più sbagliato, perché quella configurazione
aerodinamica ha causato un notevole aumento del sottosterzo, inducendo i
progettisti a compensare la carenza di carico aumentando la superficie alare
delle vetture installando ali, alette e flap vari in qualunque zona della
carrozzeria; là dove prima si pensava fosse assurdo mettere un qualsiasi tipo
di ala, ecco che spuntava; questo, oltre che rendere le vetture esteticamente
poco apprezzabili, per via della difficoltà di distinguerne la linea
originaria, ha causato l’ulteriore inconveniente, amplificato nelle piste lente
da alto carico, delle turbolenze di aria che si vanno a formare intorno alla
monoposto, soprattutto dopo il passaggio dell’aria stessa su e attraverso
quelle superfici, rendendo ancora più sporchi i “filetti fluidi” per la
macchina che seguiva, con il risultato che i sorpassi erano diventati ancora
più difficoltosi. La configurazione aerodinamica
imposta nel 2005 e giunta fino a noi oggi sarà sostituita da una nuova configurazione
per il 2009, in
cui si cercherà di diminuire quel sottosterzo che tanto ha fatto soffrire i
piloti in questi ultimi anni e, allo stesso tempo, cercare di avere meno
“appendici aggiuntive” ed avere una maggiore pulizia nella linea della
macchina. Nel 2009 saranno infatti vietate tutte quelle “alette” delle forme
più astruse che ci eravamo abituati a vedere, l’alettone anteriore sarà più
basso, tornando a quell’altezza che aveva otto anni fa, ma sarà estremamente
più largo: 180 cm,
ovvero l’intera larghezza della macchina, mentre quello posteriore sarà alzato
rispetto al fondo vettura di 15
cm, passando dagli attuali 80 cm di altezza a 95 cm e sarà più stretto, da 100 cm a 75 cm. E la “sicurezza”? Nel
2001 hanno iniziato ad alzare gli alettoni anteriori paventando il rischio che
si infilavano troppo spesso sotto le vetture dopo i tamponamenti; sappiamo
benissimo che, alto o basso che sia, un alettone, se si rompe, metà delle volte
vola via e l’altra metà si incastra sotto il fondo, quindi, in conclusione,
l’aspetto sicurezza in questo caso era del tutto irrilevante; poi, un alettone
così largo, non è un impiccio in più davanti alle ruote anteriori? Non è ancora
più pericoloso avere un alettone che, se dovesse rompersi per un tamponamento,
anziché incastrarsi sotto il fondo e magari scivolare via dopo aver strisciato
sull’asfalto per qualche metro, si va ad infilare direttamente sotto la ruota
anteriore rendendo quasi impossibile sterzare? E gli urti sui cordoli? Ce li
dimentichiamo? Esteticamente parlando, poi, a vedere le prime immagini di
questa aerodinamica, viene da dire una sola parola: orrenda! Certo, una vettura
da corsa deve andar veloce, non deve necessariamente essere bella, per sua
definizione, ma come si può rimanere affascinati da uno sgorbio simile?
Orribile! Certo, con un alettone anteriore così
grande il sottosterzo è scongiurato, almeno in teoria, ma… sarà davvero così? E
quell’alettone posteriore, così alto e “magro”, che sembra dover cadere giù
come un castello di carte da un momento all’altro… garantirà quella diminuzione
di turbolenze che i tecnici messi al lavoro dalla FIA e da Ecclestone si
aspettano? Speriamo di sì, perché solo una marea di sorpassi in gara può
giustificare una simile bruttura, un pugno nell’occhio come se le Formula 1
fossero diventate delle Multipla da corsa! L’unica cosa buona che io vedo in
questa configurazione 2009 è il ritorno alle gomme lisce, che servono
effettivamente per garantire una maggiore presa sull’asfalto rispetto alle
scanalate. Tutto questo discorso vale anche
per quella parte, solitamente non visibile, che include i diffusori posteriori:
questi, con il passare degli anni, hanno visto sempre più rimpicciolire le loro
dimensioni per diminuire l’effetto deportante al retrotreno e nel 2009 saranno
ancora più piccoli, per garantire, sempre secondo la FIA, il crearsi di turbolenze
minori rispetto agli anni passati e facilitando i sorpassi. Sarà davvero così?
Lo vedremo a partire dal GP di Australia del 29 marzo prossimo. Mi domando: si sarebbe potuto
ottenere lo stesso effetto usando misure differenti? Probabilmente sì. Ferma
restando l’altezza minima dell’alettone relativa al fondo vettura ridotta di
quegli stessi 10 cm
con cui era stata alzata, si sarebbe potuta mantenere la larghezza attuale di 140 cm e, magari, aumentare
l’altezza propria delle paratie laterali di 5 cm, portandola da 20 a 25 cm, così da dare ai
progettisti più spazio per creare un’ala comunque più ampia in altezza anziché
in larghezza e in grado di ospitare più soluzioni, in modo da garantire la
pressione necessaria all’avantreno per non andare in sottosterzo. L’alettone
posteriore sarebbe potuto tranquillamente restare della sua altezza di 80 cm e larghezza di 100 cm, ma riportato più
indietro di quei 15 cm
con cui era stato avanzato e lasciando i progettisti liberi di agire sui
profili estrattori come meglio credevano. In altre parole sarebbe bastato
tornare ad usare quelle misure che sono andate bene dal 1995 fino al 2003; quei
15 cm di
differenza rispetto all’asse posteriore avrebbero garantito un recupero di
pressione al retrotreno, per evitare il sovrasterzo dovuto a flap anteriori più
ampi in altezza, pur restando nelle medesime dimensioni di altezza e larghezza
dell’ala posteriore. In poche parole le linee sarebbero tornate, seppur con
qualche piccola variante, quelle che le monoposto hanno avuto fino al 2000,
sicuramente più semplici e meglio apprezzabili anche all’occhio dello
“spettatore medio”.
Sperando che questo obbrobrio
2009 porti a qualcosa di buono, ci salutiamo e continueremo parlando di motori.
A cura di Giorgio Eric Bucci
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