Quick News:
rally italia & all motorsport forum







Le Rubriche di

Rally Italia & all Motorsport







Nella precedente edizione di questa rubrica ci siamo lasciati accennando alle novità sulle ripartizioni degli introiti della Formula 1.
Ricapitolando, Ecclestone e soci intascano la metà dei guadagni dell’intera Formula 1, lasciando alle squadre l’altra metà da dividersi tra loro. È evidente che la proporzione di questa suddivisione non va a vantaggio delle squadre, ma solo di Ecclestone.
Le squadre, ora riunite nella F.O.T.A., vorrebbero proporre ad Ecclestone una revisione di questa suddivisione, portandola al 70%-30%, cercando di andare maggiormente a loro favore, dato che sono esse stesse l’anima del mondiale.
C’è da pensare, anche se difficilmente lo potremo sapere, che sul tavolo sia stata anche valutata un’ipotesi 80%-20%, molto più logica secondo chi scrive, ma presumibilmente scartata per via del fatto che “zio Bernie” (come viene chiamato il “boss” all’interno dell’ambiente della F1), essendo restio ad una qualunque diminuzione della sua quota di guadagno, creerà molti grattacapi alla F.O.T.A. già con la soluzione 70%-30%, figurarsi con l’altra.
Ipotizzando che le squadre riescano a strappare ad Ecclestone un simile accordo in loro favore, come verrebbero distribuiti e utilizzati questi soldi in più?
Sappiamo che esiste un cosiddetto “Patto della concordia”, in cui le squadre maggiori più ricche si impegnano a garantire una quota “di sopravvivenza” per quelle minori, che solitamente dispongono di meno risorse economiche. Da quanto accaduto recentemente però, tale patto non sembra essere molto funzionale, visto che comunque le squadre piccole tendono sempre più a scomparire, soprattutto se private e non dipendenti da “grandi costruttori”, anche se la già citata Honda (vedi edizione precedente) non costituisce un esempio edificante nemmeno per i teams dipendenti dai “colossi” dell’auto.
Viene da pensare: esisterebbe un altro modo per far sì che le squadre possano portare avanti la stagione, spendendo comunque il meno possibile, senza correre il rischio di fallire oppure di compromettere lo sviluppo delle loro vetture e lo spettacolo in pista?
Teoricamente sì, un sistema ci potrebbe essere, ma finora nessuno sembra averci pensato; un sistema che agisca direttamente sui bilanci delle squadre tenendoli sotto controllo, premiando chi evita gli sprechi e riesce contemporaneamente ad andar forte in pista.
Si potrebbe fare così: suddividere inizialmente la quota di guadagno spettante alle squadre, qualunque essa sia, in due parti, di cui una costituente il montepremi della Classifica Costruttori, da dividere come premio spettante in base alle posizioni in classifica finale (ad esempio il 60% del guadagno delle squadre), ed un’altra (il restante 40% della suddetta quota) da spartire in condizioni di “mutualità” in base ai budget di spesa disponibili per ciascuna squadra.
La destinazione della prima parte, quella del 60% di guadagno, è facile da intuire: trattandosi del premio da dividere in base ai piazzamenti in classifica, va da sé che la parte maggiore spetti alla squadra prima classificata nel mondiale Costruttori e via-via calando man mano che si scende la classifica.
Il discorso si farebbe, sempre in teoria, un po’ più complicato passando alla distribuzione della seconda parte di guadagno destinata alle squadre; per rendere più chiara la cosa si pensi alla suddivisione delle fasce di reddito attuata per il pagamento di tasse ed imposte per noi “comuni mortali”: con un criterio simile si potrebbero stabilire delle “fasce di budget” in cui far rientrare il bilancio di ciascuna squadra ed assegnando ad ogni fascia una quota-parte del restante 40% di introiti spettante alle squadre procedendo in modo inversamente proporzionale alle risorse disponibili e utilizzate da ciascuna squadra. Va inteso che nel siffatto conteggio andrebbero considerate tutte le spese che le squadre sopportano durante la stagione, cioè quelle relative alla progettazione, costruzione e sviluppo delle monoposto (giornate di test comprese), gli stipendi a meccanici, ingegneri e staff, le spese di trasporto per le trasferte e le spese “di rappresentanza”, di cui abbiamo un esempio evidente nelle hospitality nei paddock.
In questo modo le squadre che spendono meno delle altre, o comunque con minori risorse economiche, avrebbero diritto alla porzione maggiore della quota-parte distribuita secondo questo criterio, mentre le squadre con i budget “più ricchi” avrebbero la parte minore; se più squadre dovessero avere budget di spesa tra loro simili, tanto da rientrare nella stessa fascia, la quota relativa a quella precisa fascia andrebbe divisa in parti uguali; ancora: se vi fossero delle quote non assegnate perché nessuna squadra rientrerebbe in certe fasce di spesa, queste potrebbero essere cumulate con il totale di introito spettante alle squadre l’anno successivo, per poi essere suddiviso insieme ad esso, come se fosse una specie di “jackpot”. Se dovessero esserci delle squadre con voci di costi stagionali superiori a quanto previsto dalle fasce di spesa relative a questa ripartizione dei guadagni, si potrebbe pensare ad una sanzione che potrebbe andare dalla “non assegnazione” di nessuna cifra di denaro guadagnato fino ad una sanzione monetaria proporzionale all’eccesso di spesa.
Questo sistema, anche se può sembrare un po’ macchinoso per via della “burocrazia contabile” che comporta, garantirebbe comunque a tutti un minimo indispensabile di sostegno economico, andando a premiare, anche se non in modo eccessivo, quelle squadre capaci di portare avanti tutta la stagione, anche se con pochi risultati, spendendo meno delle altre, diminuendo il rischio di fallimento o di ritiro dovuto comunque a ragioni economiche.
Da non trascurare sarebbe anche il controllo dei costi che questo meccanismo porterebbe; infatti una squadra, cercando di risparmiare sui costi, metterebbe in campo budget di spesa via-via minori, per poter avere diritto alla quota maggiore di questo tipo di ripartizione.
Un tale sistema di ripartizione dei guadagni visto nel suo complesso, considerando cioè anche la parte destinata ai premi di classifica, garantirebbe di premiare sia la squadra più forte in pista sia quella capace di gareggiare tutta la stagione senza esagerare con le spese.
La soluzione ideale sarebbe quella di sfruttare un sistema di questo tipo per mettere le squadre in condizione di creare un progetto vincente “a basso costo”. Infatti, in questo modo, non viene penalizzato lo sviluppo delle vetture con proposte tecniche assurde come il motore unico (per fortuna scongiurato) o imposizioni come il cambio per quattro gare, o la centralina unica o i motori per due, tre o più gare consecutive e che rispettano sempre lo stesso progetto, ma si può lasciare tranquillamente alle squadre la massima libertà d’azione, purché si mantengano nei limiti di quanto previsto dai tetti di spesa, pena le multe comminate come già esposto; al massimo potrebbe capitare che lo sviluppo di una vettura possa subire un rallentamento, perché la squadra starebbe ben attenta nell’utilizzare soluzioni tecniche azzardate di dubbia funzionalità, le quali, se dovessero rivelarsi un “flop”, costituirebbero solo uno spreco di risorse. La sostanza è che ogni squadra si organizzerebbe come meglio crede e vedrebbe il suo lavoro premiato in base alla qualità degli sforzi fatti. Appare evidente che una squadra ben organizzata, con un sistema di divisione dei guadagni di questo tipo, debba mostrare di saper vincere il campionato evitando gli sprechi e quindi vada premiata come si deve. Per scongiurare il rischio che l’organizzatore del campionato riceva dalle squadre budget di spesa non corrispondenti a quelli reali, potrebbe obbligarle a consegnare una copia dei bilanci ufficiali redatti per il fisco del paese d’origine che, essendo appunto documenti ufficiali, non possono essere falsificati, perché sarebbe evidente un atto di truffa, con tutte le conseguenza che questo comporta.
Ai burocrati della F1 lasciamo questo compito, ben sapendo che, per chissà quale motivo, difficilmente prenderebbero in considerazione un’idea del genere, nonostante sia, in fin dei conti, più difficile da spiegare che da attuare. Arrivederci alla prossima edizione per iniziare a  parlare di tecnica

Buone Feste a Tutti


A cura di

Giorgio Eric Bucci













Contatti
Credits















HOME
































































DISCLAIMER: Tutto il materiale presente in questo sito non è nè di nostra esclusiva nè di nostra proprietà. Questo sito non ha alcun fine di lucro.